OVHcloud
OVHcloud è un operatore cloud europeo, con sede in Francia, che progetta e gestisce datacenter propri. Offre server dedicati, cloud pubblico, cloud privato ospitato e servizi di archiviazione e backup. Per chi vuole risorse cloud restando dentro un perimetro europeo, senza rinunciare a un catalogo completo, è l’alternativa più diretta ai grandi fornitori statunitensi. Aesir la dimensiona, la configura e la gestisce.
OVHcloud in sintesi
Un fornitore europeo
OVHcloud è una società europea con datacenter in Europa. Il contratto è con un soggetto europeo e il rapporto è regolato dal diritto europeo: è la differenza sostanziale rispetto ai fornitori soggetti anche alla normativa statunitense. Per chi ha vincoli settoriali, requisiti di gara o semplicemente una policy interna sulla localizzazione dei dati, è spesso il criterio decisivo.
Server dedicati e bare metal
Macchine fisiche assegnate a un solo cliente, consegnate in tempi brevi e pagate a canone. Servono dove conta la prestazione costante, dove ci sono applicativi con licenze legate all’hardware o dove si vuole evitare la condivisione delle risorse con altri. È la parte storica dell’offerta e resta una delle più solide.
Cloud pubblico
Istanze virtuali, volumi a blocchi, archiviazione a oggetti compatibile con le API S3 e Kubernetes gestito. Si attivano e si spengono a consumo, con tariffe leggibili e traffico in uscita che non riserva sorprese in fattura. Copre bene i casi tipici della PMI: server applicativi, ambienti di test, archivi, siti e servizi esposti.
Cloud privato ospitato
Ambienti virtualizzati dedicati, tipicamente su tecnologia VMware, ospitati nei datacenter del fornitore. È la strada più lineare per chi ha già una virtualizzazione in sede e vuole spostarla senza riprogettare le applicazioni: le macchine si migrano come sono, cambiano il luogo e il modello di spesa, non l’architettura.
Backup e archiviazione
Spazio di archiviazione a oggetti, storage a freddo per dati che vanno conservati a lungo e soluzioni di backup verso un sito diverso da quello di produzione. Tenere le copie presso un operatore distinto dal luogo dei dati primari è una delle poche regole di continuità che vale sempre, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda.
Dove risiedono i dati
Il datacenter si sceglie all’attivazione e resta quello: si sa in quale paese sono i dati e quale ordinamento si applica al fornitore. Per progetti con requisiti stringenti su localizzazione e giurisdizione questa prevedibilità vale più di un catalogo di servizi molto ampio. Il quadro complessivo è in Sovranità digitale.
Funzionalità di OVHcloud
L’offerta copre i tre modi in cui un’azienda può prendere capacità di calcolo: una macchina fisica tutta sua, un ambiente virtualizzato dedicato che assomiglia alla sala macchine che già conosce, oppure risorse virtuali a consumo su cloud pubblico. Attorno si trovano i componenti che servono a farle funzionare insieme: rete privata tra le macchine, bilanciatori, indirizzi IP che si spostano da un server all’altro, archiviazione a oggetti e servizi di backup. Non è un catalogo infinito, ed è un pregio quando l’obiettivo è un’infrastruttura che si possa ancora spiegare a chi la deve approvare.
Sul tema della giurisdizione la posizione è più semplice che altrove, ma va detta con precisione. OVHcloud è una società europea: i dati ospitati nei suoi datacenter europei ricadono sotto il diritto dell’Unione, e il fornitore non è un’impresa soggetta alla normativa statunitense come lo sono i grandi operatori americani, per i quali il CLOUD Act consente alle autorità degli Stati Uniti di richiedere dati anche quando sono conservati in Europa. Questo non rende automaticamente conforme qualsiasi progetto: restano da definire chi accede ai dati, come sono cifrati, dove finiscono le copie di backup e quali fornitori terzi entrano nella catena. La localizzazione è una condizione necessaria, non sufficiente. Come si costruisce il resto lo spieghiamo in Sovranità digitale.
- Server dedicati: macchine fisiche a canone, con configurazioni diverse per calcolo, memoria o spazio disco, senza condivisione delle risorse con altri clienti.
- Istanze di cloud pubblico: server virtuali a consumo, ridimensionabili, adatti a carichi variabili, ambienti di collaudo e servizi esposti su Internet.
- Object storage compatibile S3: archiviazione di file e oggetti indirizzabile con gli stessi strumenti usati altrove, utile per backup, archivi e contenuti applicativi.
- Storage a freddo: conservazione a lungo termine di dati consultati raramente, a costo più basso, per archivi documentali e conservazione delle copie storiche.
- Cloud privato ospitato: ambienti virtualizzati dedicati su cui migrare le macchine esistenti senza riprogettare le applicazioni.
- Kubernetes gestito: orchestrazione di contenitori con il piano di controllo amministrato dal fornitore, per chi ha già applicazioni containerizzate.
- Rete privata tra macchine: collegamento isolato tra server dedicati e istanze virtuali, così il traffico interno non passa da Internet.
- Bilanciatori e indirizzi IP riassegnabili: distribuzione del traffico su più server e spostamento rapido di un servizio da una macchina all’altra in caso di guasto o manutenzione.
- Backup verso un sito diverso: copie conservate in un datacenter distinto da quello di produzione, con regole di retention definite e ripristini verificati.
- Scelta esplicita del datacenter: il paese di residenza dei dati è un parametro dichiarato al momento dell’attivazione, non un dettaglio implicito.
Come lo mettiamo in esercizio
Iniziamo dall’analisi del processo e dei vincoli: quali applicazioni devono restare disponibili e per quante ore al giorno, quali dati sono sensibili, quali requisiti arrivano da contratti, gare o regolamenti di settore, cosa oggi gira su quale hardware e con quale scadenza. Da qui esce il dimensionamento: quante macchine, di che tipo, in quale datacenter, con quale rete privata, con quale piano di backup e quale procedura di ripartenza. Con OVHcloud la domanda sulla residenza dei dati trova una risposta netta, e questo semplifica la parte documentale del progetto — che non è un dettaglio quando bisogna dimostrare qualcosa a un cliente o a un revisore.
Poi implementiamo e migriamo per fasi, con finestre concordate e la possibilità di tornare indietro finché l’ambiente nuovo non è stabile. Dopo l’avvio resta la gestione ordinaria: monitoraggio, aggiornamenti, controllo degli accessi, verifica reale dei ripristini, revisione periodica del dimensionamento e della spesa, supporto agli utenti. Il cliente ha un unico interlocutore contrattuale per infrastruttura, rete e postazioni, e non deve fare da tramite tra fornitori quando un problema sta in mezzo.
OVHcloud fa parte di Cloud e Infrastruttura. Vedi anche il metodo Aesir e i casi di successo.
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