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SealPath

SealPath protegge i documenti aziendali anche dopo che hanno lasciato l’azienda. La protezione non sta nella cartella o nel server, ma dentro il file: chi lo riceve può aprirlo solo se è autorizzato, può fare solo ciò che gli è stato concesso, e l’autorizzazione può essere revocata anche quando il documento è già sul suo computer. Serve a chi condivide progetti, offerte o dati riservati con clienti, fornitori e collaboratori esterni e vuole mantenere un controllo dopo l’invio.

Come funziona

SealPath in sintesi

La protezione viaggia con il file

Il documento viene cifrato e collegato a una politica di accesso. Copiarlo su una chiavetta, allegarlo a una mail o inoltrarlo a un terzo non lo libera: resta cifrato e all’apertura il programma verifica chi chiede l’accesso e che cosa gli è permesso fare.

Permessi diversi per persone diverse

Non è una scelta tra “può aprirlo” e “non può aprirlo”. Si stabilisce chi può solo visualizzare, chi può modificare, chi può stampare e chi può copiare il contenuto. A un fornitore si può concedere la sola lettura di un capitolato, mentre il team interno lavora sullo stesso file con permessi pieni.

Accesso revocabile in qualsiasi momento

Se una collaborazione finisce, se un dipendente lascia l’azienda o se un documento è stato inviato per errore, l’accesso si toglie dalla console e il file smette di aprirsi anche dove si trova già. È la funzione che manca a qualunque protezione basata solo sulla cartella condivisa o sulla password del PDF.

Si sa chi ha aperto cosa

Ogni apertura, accesso negato, stampa o modifica viene registrata: quale utente, quale documento, quando. Oltre alla sicurezza, è una tracciabilità utile quando bisogna dimostrare come è stata gestita un’informazione riservata.

Protezione automatica, non solo manuale

Chiedere alle persone di ricordarsi di proteggere ogni file funziona poco. SealPath consente di applicare la protezione in automatico ai documenti che finiscono in determinate cartelle o aree documentali, così il presidio non dipende dalla disciplina del singolo utente.

Chi riceve non deve diventare un esperto

Il destinatario esterno viene guidato all’accesso senza dover acquistare licenze: si identifica e apre il documento con gli strumenti che già usa o tramite un visualizzatore dedicato. L’obiettivo è che la protezione non blocchi il lavoro, altrimenti le persone trovano il modo di aggirarla.

In dettaglio

Funzionalità di SealPath

SealPath appartiene alla famiglia dell’IRM, la protezione dei diritti sulle informazioni: invece di difendere il perimetro o il contenitore, si protegge il documento in sé. Il funzionamento si regge su due elementi: la cifratura del file, che lo rende illeggibile a chi non è autorizzato, e la politica associata, conservata sulla piattaforma. Quando qualcuno apre il documento, l’applicazione interroga la politica e applica i permessi in quel momento validi. Poiché la verifica avviene a ogni apertura, modificare o togliere i diritti ha effetto anche sulle copie già distribuite.

Sul piano pratico la protezione copre i formati con cui si lavora davvero: documenti Office, PDF, immagini e i file di progettazione tecnica, che nella manifattura e nell’ingegneria sono spesso il patrimonio più sensibile da condividere con fornitori esterni. La protezione si applica con pochi clic dall’applicazione o dal menu contestuale, oppure automaticamente su cartelle di rete e aree documentali. La console centrale mantiene politiche, utenti abilitati e registri di accesso.

  • Cifratura persistente dei documenti: il file resta protetto ovunque venga copiato, inviato o archiviato.
  • Controllo granulare dei permessi: visualizzazione, modifica, stampa, copia del contenuto assegnati separatamente per utente o gruppo.
  • Revoca a distanza: l’accesso si toglie dalla console e ha effetto anche su copie già in mano a terzi.
  • Modifica delle politiche a posteriori: si possono cambiare i diritti su documenti già distribuiti senza rimandarli.
  • Tracciamento degli accessi: registro di aperture, tentativi negati e operazioni compiute su ciascun documento.
  • Protezione automatica di cartelle e aree documentali: i file salvati in determinate posizioni vengono protetti senza intervento dell’utente.
  • Supporto ai formati di lavoro: documenti Office, PDF, immagini e file di progettazione tecnica.
  • Condivisione con utenti esterni: fornitori e clienti accedono ai documenti autorizzati senza dover acquistare licenze.
  • Filigrana sui documenti visualizzati: marcatura con i dati di chi apre il file, come deterrente contro fotografie e ricondivisioni.
  • Gestione centralizzata: console unica per politiche, utenti abilitati e verifica di come circolano i documenti protetti.
Con Aesir

Come lo mettiamo in esercizio

Il primo lavoro non è tecnico ma di analisi: capire quali informazioni meritano davvero questa protezione. Proteggere tutto è il modo più rapido per far fallire il progetto, perché rende faticoso il lavoro quotidiano e spinge le persone a cercare scorciatoie. Guardiamo quindi dove nascono i documenti sensibili — progetti, offerte, capitolati, dati di clienti o di ricerca — con chi vengono condivisi all’esterno e attraverso quali canali. Da questa mappa derivano poche politiche chiare, legate a gruppi di persone e a cartelle precise, invece di una lunga lista di regole che nessuno saprà applicare.

In implementazione configuriamo le politiche, colleghiamo la piattaforma alle identità aziendali, attiviamo la protezione automatica sulle cartelle scelte e proviamo i casi reali di scambio con l’esterno, compreso quello che succede a chi riceve per la prima volta un file protetto. La formazione degli utenti è parte del lavoro: chi produce i documenti deve sapere quando e come proteggerli. Dopo l’avvio seguiamo il funzionamento nel tempo — nuovi gruppi, nuovi fornitori, revoche quando una collaborazione si chiude, revisione delle politiche quando cambiano i processi — restando l’unico interlocutore contrattuale per licenze, configurazione e assistenza.

SealPath fa parte di IT gestito. Vedi anche il metodo Aesir e i casi di successo.

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